Il car sharing diventa hi tech

Mai sentito parlare del messaggio pubblicitario che recita “Smart ready to share”? L’idea del gruppo Daimler, proprietario anche di Smart, consiste in una sorta di “Airbnb” delle automobili e prevede la condivisione della propria automobile con qualsiasi utente autorizzato che richieda il servizio.

Tutto ciò sarà possibile grazie alle tecnologie satellitari di riconoscimento, che non prevedono l’impiego delle chiavi per mettere in moto la vettura. Il progetto hi tech è destinato a diventare realtà già durante la primavera del 2017, con alcuni test preliminari che saranno eseguiti in 4 città della Germania, ovvero Berlino, Colonia, Stoccarda e Bonn.

Il funzionamento dell’innovativo servizio è molto semplice ed è basato sull’iscrizione al sito che gestisce le automobili. Dopodiché ciascun utente verrà avvisato con una mail ogni volta che il proprietario deciderà di mettere a disposizione la sua vettura. Il secondo step prevede la prenotazione del veicolo e l’apertura delle portiere tramite smartphone, attraverso l’uso di un codice letto da un dispositivo montato sulle auto.

I computer di bordo monitoreranno orari, percorsi e identità degli utenti, che saranno chiamati a riconsegnare l’auto nella zona e all’ora decise dal proprietario. Pronti ad avvalervi del nuovo servizio hi tech di Smart?

Snapchat apre una sede a Londra

Il gruppo Snap Inc ha appena annunciato l’inaugurazione di una nuova sede nella capitale britannica, allo scopo di pagare le tasse in Inghilterra. Fra le motivazioni della scelta la possibilità di raccogliere i ricavi delle vendite pubblicitarie e pagare le imposte sui profitti ottenuti nel Regno Unito.

Una fetta di guadagni non da poco, considerati i 10 milioni di utenti britannici registrati sulla piattaforma. Attualmente la società paga le tasse negli Stati Uniti poiché l’attuale quartier generale dell’azienda è situato a Los Angeles, ma le paga anche in Canada, Francia e Australia, paesi nei quali dispone di sedi locali. car sharing diventa hi tech

Salta quindi l’ipotesi di una nazione che disponga di regole fiscali ancora più vantaggiose, come Lussemburgo, Irlanda e Olanda, già scelte da altri colossi dell’informatica e dell’universo hi tech, quali Google, Facebook e Uber. La scelta di Snapchat sembra sia stata favorita, oltre che da una esplicita preferenza per la creatività dell’industria britannica, anche per gli incentivi governativi promessi alle aziende.

La Cina vieta Pokemon Go

Dal mondo dell’hi tech proviene un’altra notizia molto particolare presa dal governo cinese. La Cina, infatti, avrebbe deciso di vietare la distribuzione di Pokemon Go, il celebre gioco di realtà aumentata creato dal colosso del Sol Levante Nintendo.

La paura del governo di Pechino starebbe nei rischi offerti dall’app a persone e sicurezza stradale e dalle problematiche circa la violazione dei diritti legati alla privacy. La sicurezza stradale sarebbe stata già compromessa in altre nazioni dai numerosi incidenti, anche mortali, provocati dai guidatori distratti dagli animali immaginari disegnati dalla Nintendo. Pokemon Go, inoltre, sarebbe considerato uno strumento nelle mani dell’intelligence di molti paesi stranieri, in grado di trarre informazioni preziose dall’uso del Gps, attualmente bloccato in Cina.